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CASERA PRAMAGGIORE

 

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UNA DEDICA

IN RICORDO DI SILVANO

   

Giugno 2004

Nel 1981 la Sezione CAI di San Vito al Tagliamento, individuato nella Casera Pramaggiore il sito ove realizzare un bivacco alpino, aveva saputo coinvolgere molte persone nella non facile impresa del  disbrigo dell’iter burocratico, nella progettazione, nel trasporto in loco dei materiali che avvenne con la determinante partecipazione degli elicotteri e dei piloti dell’Ale Rigel di Casarsa della Delizia.
Ai Soci della Sezione venne chiesto di impegnarsi nei lavori per la ricostruzione e molti di essi, senza esitazione, si rimboccarono le maniche  dedicandovi anima e cuore, rimontando pietra su pietra, trave su trave, talvolta anche a costo di sacrifici personali.

Tra loro Silvano Zuliani seppe distinguersi per l’amore e la dedizione assoluta e tenace per l’opera che si stava realizzando.
Capace di catalizzare ogni disponibilità fra soci ed amici, si prodigò finchè i lavori non furono terminati in meno di due stagioni.

Silvano Zuliani

   

Il 25 settembre 1983, in località “I Pianons”, alla base del Monte Pramaggiore, presenti varie autorità e oltre 400 escursionisti, si inaugurava il bivacco alpino

Casera Pramaggiore

Sono passati meno di vent’anni da quella domenica di settembre e Silvano purtroppo non è più tra noi.

Ora salendo lentamente lungo il sentiero che porta alla Casera non possiamo non pensare a lui e alle giornate passate insieme lassù, fortemente motivati dal realizzare un rifugio per chi ama andare in montagna, ma anche dallo stare in ottima compagnia, la sera a chiacchierare ricordando anche che la "casera è stata luogo di duro lavoro per quelle genti che lassù andavano a guadagnarsi da vivere e poi addormentarsi sotto la luna in improvvisati bivacchi.

Il 20 giugno 2004, fortemente motivati dalla volontà di riaffermare la grande stima verso Silvano, oltre cento persone parteciparono alla cerimonia per la posa di una targa a parenne ricordo presso la Casera.
Un omaggio per quello che fece e per far sapere ad ogni visitatore
l’esempio che egli seppe dare con la sua opera, la tenacia e l’amore per la montagna e per chi la frequenta.