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TAMAR E DINTORNI

 

BIVACCO G. VARNERIN            CASERA PRAMAGGIORE            CASERA SALINCHEIT

 

L'ANTICO BORGO DI PÀLCODA

Ormai lo sanno in tanti, recarsi in Valtramontina per una visita ai borghi e alle pievi o per gustare le locali specialità gastronomiche dai particolari sapori, sono motivo per trascorrere una giornata o un periodo di vacanza in tutto relax.

Ma da tempo ormai è in crescendo l'interesse per le vallate minori che afferiscono alla Valtramontina, nelle quali sono stati riattati numerosi sentieri che ora consentono di raggiungere facilmente gli spazi, talvolta ristretti, che nel corso degli ultimi secoli l'uomo riuscì ad utilizzare per abitare e trovare sostentamento.

Spazi ristretti poichè qui la morfologia del territorio è davvero ostica per gli insediamenti umani è quindi vi possiamo trovare ancora oggi un ambiente naturale perlopiù intatto.

Numerose sono le possibilità escursionistiche per giungere alle vestigia di singole abitazioni o interi borghi, sorti a partire dal 1600 in sostituzione dei precedenti insediamenti pastorali temporanei, verso le quali vi è un sempre più diffuso interesse a riscoprirne origini e storia.

Uno di questi è il borgo di Pàlcoda.

Pàlcoda fu fondata all'inizio del 1600 dalle famiglie Masutti e Moruzzi e dalla fine del XVIII secolo fino al 1914 vi risiedevano in media circa 120 persone.
Nel 1780 Giacomo Masutti, arrichitosi con attività commerciali svolte in mezza europa,  volle erigere una chiesetta e dedicarla a San Giacomo.

Ma nelle vallate montane, particolarmente in quelle più appartate, la già disagevole esistenza venne ad aggravarsi ulteriormente a causa della guerra del 1915-'18 che portò ovunque carestia e miseria costringendo molti all'emigrazione ed anche Pàlcoda ne fece le spese e, nel 1923, quando i Masutti per ultimi se ne andarono, rimase disabitata.

Il luogo, così appartato e di difficile accesso, durante l'ultima guerra divenne rifugio di partigiani. Nell'inverno del 1944, durante un rastrellamento dei nazifascisti, furono uccisi tre comandanti delle Brigate Garibaldine. Li ricorda una targa posta sul campanile nel 2002 dall'ANPI di Forgaria nel Friuli.

Dopo l'abbandono l'usura del tempo lasciò in piedi solo le mura perimetrali delle case, talune delle quali ancora oggi mostrano un'interessante tipologia costruttiva con caratteristiche logge ad archi.

Ma il filo, mai del tutto consumato, che lega al presente la storia del passato, anche a Pàlcoda ha portato buoni frutti.

Negli ultimi decenni si sono moltiplicate le ricerche per rispolverare la storia della Valtramontina e della sua gente e di conseguenza si è accentuato anche il desiderio di conservare ciò che rimane di alcuni siti che della storia furono parte importante.

A Tramonti di Sotto da tempo la comunità opera per la conservazione di reperti ed il recupero di luoghi di importanza storica, tra questi prende corpo anche il progetto Pàlcoda che prevede dapprima il recupero del campanile e poi anche della chiesetta e, grazie ad un nutrito gruppo di volontari, nell'autunno 2005 iniziano i lavori di restauro del campanile che sarà inaugurato nella primavera 2007.

Tra il 2009 e 2010 seguono i lavori di recupero della chiesetta dedicata a San Giacomo e nella primavera 2011 viene montata anche una piccola baita in legno che può avere funzioni di ricovero escursionistico d'emergenza.

Queste opere, oltre al carattere conservativo delle strutture, hanno rivalutato il luogo e certamente creato notevole stimolo agli escursionisti per essere visiato.

Pertanto se fino a ieri una gita a Pàlcoda la si faceva risalendo il suggestivo torrente Chiarzò per vederne discendere le acque attraverso una minuscola forra detta "La Streta" e più in su la bella cascata detta  "Il Pisulat", oppure giungendo più direttamente dal canale del Tarcenò per visitare i pittoreschi ruderi di Livignona, del Vuar e Tamar, oggi ci sono dei motivi in più per un'escursione.

La visita a questo sito, ben ripulito da piante, rovi e sterpaglie, è appagata nel rivedere solidamente in piedi quello che per molti anni fu il luogo di culto di chi vi abitò, ma anche dalla migliore comprensibilità della collocazione del borgo oltre che dalla sua particolare architettura e, grazie ai pannelli posti all'interno della chiesa, la possibilità di conoscere meglio la storia e le vicissitudini di quanti hanno passato qui la loro esistenza.
Qualcuno potrà anche fare un confronto con il nostro attuale stile di vita  e....

Da precisare che i lavori di restauro sono stati eseguiti nel rispetto delle caratteristiche originali dell'edificio e le artistiche porte in ferro battuto della chiesa sono state eseguite dal Sig. Antonio Masutti di Tricesimo.

Meritevole di una visita è pure la fornace per la calce ancora perfettamente conservata. Una tabella posta poco prima di giungere al borgo ne indica il breve percorso (5') per tracce di sentiero.

 


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PERCORSI CONSIGLIATI

   

1° Itinerario: da Tramonti di Sotto inizia il percorso più diretto e semplice. Dall'abitato si svolta a destra e ci si immette sulla carrozzabile asfaltata che si addentra nel Canale del Tarcenò fino al divieto dove si può parcheggiare l'auto.
Si continua sulla stradina oltepassando subito due guadi del medesimo torrente (m. 410) e si prosegue fino al punto in cui una tabella indica il percorso ecomuseale per Palcoda. Qui si lascia la strada e ci si inoltra sul sentiero che con alcuni tornanti ci porta in quota sul fianco di un versante, si prosegue in lieve salita fino a dover guadare due torrentelli con vasche d'acqua e cascatelle (m. 485 - nei pressi, a 5 minuti, i ruderi della villa del Vuar - tabella).
Si procede verso dx sul sentiero segnalato e ben evidente e si sale costeggiando un vallone con interessanti aspetti geologici dove l'erosione ha modellato le rocce molto friabili ricavando pinnacoli e sagome insolite, una in particolare ricorda la testa di un leone (tabella).
Alla selletta di "In Cima Pala" (m.663) una tabella ci indica il sentiero per Tamar e  poco oltre la vista volge immediatamente su Pàlcoda e al suo campanile che spicca tra le case. Si inizia a scendere sul versante opposto fino qualche metro dal greto del torrente Chiarzò, (m. 540 - bivio con il sentiero per "Il Pisulat" e Campone). Si continua a sinistra risalendo con moderata pendenza il fianco del torrente e attraversando alcuni suoi affluenti, poi si oltrepassa un'ancona si attraversa il Chiarzò e con una breve rampa si raggiunge infine il borgo (m. 628).
Ritorno per la stessa via ma, se si dispone di un po' di tempo (meno di un'ora) si consiglia una visita al borgo di Tamar e al bivacco G. Varnerin, pertanto tornati alla selletta di "In Cima Pala" si svolta a sinistra (tabella per Tamar) e su sentiero quasi pianeggiante in 15 min. si raggiunge una stradina forestale che seguiremo a sinistra ed altri 5 min. saremo al borgo (m. 660).
Dopo una sosta per la visita, si può tornare alle auto in 45 min. seguendo a ritroso la strada fino a valle oppure imboccando la vecchia mulattiera che dal retro delle case scende per un tratto tra muretti a secco e poi prosegue in costa fino alla strada e alle auto in 30 min.

Dislivello in salita: m. 460  -  Difficoltà: facile (T)

Tempi di percorrenza: fino a Pàlcoda ore 1,50' - Palcoda - Tamar ore 1,00' - Discesa a valle ore 0,45'

 

 

2° Itinerario:  da Campone (percorso un po' impegnativo, da evitarsi con piogge copiose o piene del torrente) giunti a Campone si lascia l'auto poco oltre la chiesa e si prosegue tra le case fino al borgo Barzanai (m. 441) dove si oltrepassa il torrente Chiarzò su un ponte nei pressi di un vecchio mulino. Poi lo si risale a vista seguendo tracce di passaggio e segnavia che indicano dove effettuare i guadi. A circa 45 min., sulla nostra sinistra un cartello segnala un sentiero per Tamar. In circa un'ora si giunge alla forra detta "la Streta" dalla quale fuoriescono tutte le acque della parte superiore della valle e più avanti troviamo "Il Pisulat", una suggestiva cascata. In entrambi i casi si oltrepassano i siti mediante un evidente sentierino che con breve rampa risale il fianco del torrente.
In altri 15 min. e, portandoci sulla dx idrografica del Chiarzò, si giunge al bivio per Tramonti e Tamar (m. 540) dove, su buon sentiero, si prosegue diritti risalendo
con moderata pendenza il fianco del torrente e attraversando alcuni suoi affluenti. Oltrepassata un'ancona il sentiero attraversa un'ultima volta il torrente e con una breve rampa raggiunge infine il borgo (m. 628).

Ritorno per lo stesso percorso.

Dislivello in salita: m. 200  -  Difficoltà: per escursionisti (E)

Tempi di percorrenza: fino a Pàlcoda ore 2,30'

Variante consigliata: tornati al bivio per Tramonti e Tamar (m. 540) risalire il sentiero a dx fino alla selletta di "In Cima Pala" m. 663 e poi dirigersi sul sentiero che svolta a sinistra per Tamar (tabella). In 15' circa si giunge ad una strada di servizio forestale dove si svolta a sinistra e in altri 5' si arriva a Tamar e al bivacco escursionistico G. Varnerin (m. 660). Fin qui min. 45'. - Difficoltà: facile (T)
Da qui due possibilità:
1a
(più semplice) - in direzione est oltre la stradina (tabella per il "Brusat") si percorre il fondo vallivo di un prato (muretto a secco) per dirigersi verso il bosco dove un evidente sentiero con segnavia biancorossi conduce ai ruderi delle case Brusat e poi scende verso il Pian di Verzeas e al greto del torrente Chiarzò che poi si va a percorre in discesa verso Campone.
Per questo tratto ore 1,00' - Difficoltà: per escursionisti (E)

2a (più lungo e con maggiore dislivello in salita) attraversare la stradina e svoltare a dx, (tabella per Campone) imboccando il sentiero che entra in un sottobosco di noccioli e poi scende su antica mulattiera fra due muretti a secco fino ad un bel bosco di faggi alle pendici del Monte Celant che si va a risalire seguendo i segnavia (è questa l'antica "strada comunale" di collegamento tra Campone e Tramonti Sotto). Giunti a quota 750 m. "Forcja di Roncjadicia" il sentiero prosegue in quota seguendo la morfologia dei ripidi canaloni del versante est del Monte Celant, con interessanti scorci panoramici. Nell'ultima parte il sentiero scende ripidamente fino ad una vecchia mulattiera che giunge in paese.
Per questo tratto ore 1,15' - Difficoltà: per escursionisti (E)

 

Cartografia: Mappa Topografica TABACCO -  Fg. 028