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BIVACCO  G. VARNERIN

 

    Itinerari nei dintorni di Tamar            Al borgo di Pàlcoda                  CASERA PRAMAGGIORE          CASERA SALINCHEIT

 

 

Il bivacco “G. Varnerin” si trova in comune di Tramonti di Sotto (PN) ed è ubicato nel complesso delle rovine di “Borgo Tamar” a m. 660, che fu abitato fino alla fine degli anni '50.
Sorge sull'omonimo "ciucol” (sommità) che fa parte della dorsale spartiacque tra i Canali del Tarcenò e del Chiarzò.
Le costruzioni sono state parzialmente ricostruite e due vani adibiti a ricovero di fortuna.  E' stato inaugurato il 30 settembre 2007 ed affidato alla sezione di San Vito al Tagliamento che, in collaborazione con i proprietari, si occupa di ogni manutenzione a scopo conservativo e funzionale della struttura.

 

 

E' dedicato a Guglielmo Varnerin ed è affiliato alla Fondazione Antonio Berti, la quale ha tra le sue finalità istituzionali la costruzione di bivacchi alpini, dà il proprio sostegno alle Sezioni del CAI per la realizzazione di tali opere e compie una serie di azioni per proseguire nell'impegno del grande studioso delle dolomiti, a favore della conoscenza e della frequentazione delle nostre montagne
Esso è sempre aperto, composto da due vani; una sala con stufa e una decina di posti a sedere; nel piano superiore altrettanti posti a dormire su tavolato e per soffermarsi è necessario organizzarsi automamente.

   

CENNI STORICI SU BORGO TAMAR

 

 

Il "Borgo Tamar" è uno dei tanti piccoli insediamenti abitativi sorti diverse centinaia di anni fa nelle vallate attigue alla Val Tramontina.
Ma la lontananza dai centri maggiori, la disagevole percorribilità delle vie d'accesso e la povertà delle risorse reperibili in loco, poco a poco indusse gli abitanti ad emigrare con conseguente progressivo abbandono delle abitazioni.
L'incuria, la crescita incontrollata della vegetazione, l'acqua e infine il terremoto del 1976 logorarono inesorabilmente le strutture e in molti casi esse sono ridotte a cumuli di ruderi ormai da decenni.

La parte più antica di Tamar è caratterizzata da una piccola corte che ospitava già dalla fine del 1600 tre famiglie, ed evidente è l’origine pastorale dell’insediamento.
Il borgo fu abitato fino ai primi anni ‘60 e poi definitivamente abbandonato. Le abitazioni, furono pian piano invase dalla vegetazione e progressivamentre deteriorarono fino al crollo di tetti e muri.

    

 

   

  

 Borgo Tamar dalle pendici del M. Celant           L'ingresso all'antica corte del borgo         L'interno della corte e l'accesso al bivacco

 

   

Nel 2000 i proprietari, coadiuvati da un gruppo di amici e volontari, tra i quali alcuni soci della Sezione CAI di San Vito al Tagliamento, intrapresero importanti lavori di restauro e, nel volgere di qualche stagione, recuperarono parte delle strutture, delle quali, due vani vennero destinati ad uso ricovero escursionistico.

Il 30 settembre 2007, in concomitanza con la "festa della montagna", che da anni è occasione di incontro tra i Soci di tutte le Sezioni CAI della nostra provincia, il Bivacco è stato inaugurato e affiliato alla Fondazione A. Berti. 

 

 

       

30 settembre 2007 - cerimonia inaugurale

 

 

La cerimonia si svolse alla presenza di numerose autorità quali il Sindaco di Tramonti di Sotto, il Presidente della Fondazione Berti, il Comandante della stazione forestale di Meduno e rappresentanti del Servizio Regionale di Tutela del Suolo Montano, del Parco delle Dolomiti Friulane e della Protezione Civile.
Ma il dato importante è stato rappresentato dalla presenza di oltre duecento escursionisti e dal coro C.A.I. di Spilimbergo che, con i loro canti, ha reso più allegra la giornata.

   

             

30 settembre 2007

   

L'itinerario più semplice per giungervi passa da Tramonti di Sotto. Appena entrati nell'abitato si svolta a destra e si segue la stradina che si inoltra nella valle del Canale del Tarcenò, proseguendo oltre il borgo Comesta fino alla barriera, dove si lascia l'auto (mt. 400).
Poco dopo si oltrepassa un torrente e si imbocca il sentiero che svolta a destra (tab.) e seguendolo in circa 40' si sale a Tamar.
In alternativa si può seguire la carrareccia e giungervi in circa un'ora. Da Tamar, la strada, prosegue fin quasi alla vetta del Monte Celant (mt. 1093), consentendo un'escursione di notevole interesse panoramico sulle prealpi carniche.

   

           

Il bivacco e l'ingresso alla corte                            Mulattiera per Tamar                               Panorama dal M. Celant

   

Innumerevoli escursioni si diramano da Tamar; si può raggiungere l'antico borgo di Palcoda, l'abitato di Campone, il suggestivo canale del Chiarzò, il monte Celant, i monti Rossa e Taiet.
Molto interessante è la visita ai caratteritici siti minori del borgo, con i pozzi, i lavatoi, la sorgente e la piccola palestra per l’arrampicata.  (vedi pagina degli itinerari e cartina  Tabacco n°28)