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Canal Picco del Meduna - Pian de Cea (Lesis) |
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Lago del Ciul |
La zona che andremo ad esplorare ed attraversare non è molto conosciuta dall’escursionismo classico, le notevoli distanze e l’ambiente selvaggio richiedono una grande passione per un’avventura come questa. E’ terra "di frontiera" in zone impervie e isolate nell’alto canale del Meduna e in condizioni estreme può diventare difficile anche orientarsi. Il percorso ci porterà a lambire il M.Dosaip m.2062 fino alla casera di Caserata passando alle pendici del Monte Caserine Basse m.2255 e quindi scendere alla Casera Podestine e alle Grave de Gere fino al Pian de Gea e a Lesis. Da Chievolis si raggiunge in auto la diga del lago del Ciul la si attraversa a piedi e si segue sulla sinistra la segnaletica che indica il sentiero CAI n.398 che costeggia il lago. Dopo qualche breve saliscendi si giunge ad una spettacolare e candida passerella sospesa che consente di passare sulla riva opposta. Appena oltre, sulla sinistra, una evidente traccia costeggia il lago sul costone del M.Forcellone e quando il livello del lago è basso si intravedono i ruderi del borgo Selis. Si prosegue sul sentiero che risale ripidamente il bosco; sulla sinistra con una brevissima variante si guadagna un cucuzzolo (m.700), con un’insolita prospettiva sul lago. Si accede così al ripido crinale del M.Collina Bassa che si attraversa al limite delle rocce dove è evidente il sovrascorrimento della faglia Pinedo-Uccea che compone spettacolari giochi di colori e di linee. Si scende ancora fino al deposito ghiaioso dove si nota sull’altro versante del fiume una alta cascata che scivola sulle rocce scure fino alle ghiaie. Alla confluenza del rio del Clapon che scende dal Canal del Vuar, è necessario guadare il torrente, di solito non si presentano difficoltà nell’attraversamento ma in caso di temporale potrebbe ingrossarsi notevolmente sbarrando il percorso di ritorno. Il percorso prosegue sul pianoro di Pineit e si addentra nel bosco risalendo inizialmente con poco dislivello il vallone tra La Costa Pluma e Le Ponte. A quota m.850 il sentiero ha una variante sulla sinistra, non molto frequentata che scende all’Antro del Cerar, una grande cavità naturale erosa dalla forza delle acque. Si prosegue per il sentiero n. 398 ben segnalato e si risale ripidamente nel bosco con stretti tornanti fino a una forcella per poi fiancheggiare in leggera discesa il costone. In alcuni tratti aperti si possono ammirare, sull’altro versante, i ripidi pendii boscosi della Costa del Cerar e le alte e rocciose pareti del M. Dosaip, un ambiente severo e poco invitante. Il terreno si fa un po’ sconnesso ma ben visibile si prosegue aggirando il colle e in alto sulla sinistra, ancora lontana, si scorge la forcella di Caserata. Si attraversano alcuni canalini con fontanelle di acqua fresca e limpida e si risale l’ultimo tratto di bosco che porta in forcella. Il panorama che si apre poco sotto il pianoro è molto interessante: la casera in un prato ricco di fiori di diverse specie, dove svettano il giglio martagone, l’aquilegia, il rododendro, il raponzolo montano, le orchidee. All’orizzonte il M.Cornaget e Cima Ciol di Sass, ad est la dorsale che porta alla Casera Dosaip e alla cima del monte, ad ovest le crode nude delle Caserine Basse. La casera è molto ospitale ma va utilizzata come ricovero d’emergenza, è dotata di stufa e tavolaccio per dormire. Il posto è tranquillo, raccolto sotto la piccola selletta e molto suggestivo. Dopo il meritato riposo per il lungo tratto percorso si prosegue in discesa nel versante opposto, meno impegnativo, seguendo il sentiero n. 398 per casera Podestine e quindi il segnavia n.376 che percorre le Grave de Gere fino a Pian de Cea, m.914, dove inizia la strada comunale per Lesis e Claut, ma bisogna organizzarsi per il rientro.
L’ impegno profuso in questo percorso dove spesso confrontiamo le
nostre forze con la volontà di scoprire, conoscere e proseguire,
sarà certamente compensato dalla grande soddisfazione per aver
esplorato luoghi particolarmente selvaggi che nei tempi passati
erano famigliari all’uomo che praticava l’alpeggio come unico
sostentamento per una vita semplice ed essenziale. Dislivello: mt. 1000
Tempo totale: ore 10 |
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| Monte Dosaip | ||||
| Cascata a Pineit | ||||
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Cetonischema aeruginosa |
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| Bosco di Costa Pluma | ||||
| Casera Caserata | ||||
| Rododendri | ||||
| Giglio martagone | ||||
| Aquilegia | ||||
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Canal Piccolo di Meduna |
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