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VIE D'ACCESSO, TRAVERSATE, ASCENSIONI

La CASERA PRAMAGGIORE sorge nel versante sud del Monte Pramaggiore, a margine de "I Pianòns" (gli estesissimi prati, ex pascolo della malga), in posizione soleggiata e molto panoramica.

É sempre aperta, composta da due vani, dotata di 10 posti letto con materasso e coperte, dispone di una stufa e normalmente vi si trova un minimo di scorte di legna e acqua (sorgente nelle vicinanze).

Attualmente la casera è in ottime condizioni grazie alla continua manutenzione da parte dei soci della sezione. Nel 2000 è stata completamente sostituita la scala ed il poggiolo in legno che da al piano superiore.

Essa è a monte di un ambiente ricco di foresta e di verde, nel cuore del PARCO NATURALE DELLE DOLOMITI FRIULANE http://www.parcodolomitifriulane.it , il cui territorio si trova nel settore occidentale del comprensorio montuoso friulano, racchiuso tra i corsi dei Fiumi Tagliamento e Piave.
Elevato è il grado di "wilderness" delle sue estese vallate che, quasi prive di viabilità e di centri abitati, si addentrano tra vette e torrioni dolomitici.
Ed anche per questo che, con dichiarazione del 29 giugno 2009, l'UNESCO le ha inserite tra i comprensori considerati PATRIMONIO DELL'UMANITA'.
Di notevole importanza è la "biodiversità" (presenze floristiche e faunistiche estremamente varie), favorita dai notevoli dislivelli tra fondovalle e praterie alpine più elevate e dalla particolare posizione geografica e dal clima.

La fauna
Il patrimonio faunistico del Parco è interessante: ciò dipende soprattutto dalla variabilità ambientale di questa fascia alpino-montana. Stabilmente possiamo trovare: camosci, caprioli, marmotte, galli cedroni, galli forcelli, cervi e una consistente colonia di stambecchi in continua espansione. Segno dell'elevato grado di naturalità dell'ambiente del Parco è la consistenza dell'aquila reale; in ogni vallata si stima la presenza di una coppia nidificante.

La flora
La notevole ricchezza floristica di tutto il comprensorio del Parco, dipende soprattutto dall'occasione di rifugio e di sopravvivenza che è stata data da questi territori ad innumerevoli specie durante il periodo di espansione dei ghiacciai. Oltre quindi alla molteplicità di specie tipiche della fascia temperata, sopravvivono degli autentici endemismi, cioè organismi differenziatisi in loco in tempi lontani e rimasti oggi isolati in aree originarie circoscritte. Tra questi evidenziamo: l'Arenaria huteri la Gentiana froelichi, la splendidaPianella della Madonna (Cypripedium calceolus), la Daphne blagayana (un esemplare di Timeleacea).

 

VIE D'ACCESSO

Dal ponte sul Ciol de Pès (Val Settimana - m. 907) per la Costa Danada
Segnavia 366; ore 2.30.
È il percorso più diretto e breve per raggiungere il bivacco;
Difficoltà: E.

Da Claut (PN) si percorre per circa 11,5 Km la rotabile della Val Settimana fino al ponte sul Ciòl de Pès (bella cascata a sin). Lasciata l’auto presso il parcheggio, l’itinerario inizia risalendo, con numerosi tornanti la “Costa Danada” fino ad un bivio (tab.), dove la mulatt. prende il n. 366/A e prosegue a dx dirigendosi alla vicina Casera Col de Pòst (1249 m).
Si lascia a dx la mulatt. per proseguire diritti e con breve discesa si va ad attraversare il torrente 40 mt più in basso, sul fondo della Val delle Merie. Si riprende a salire sempre più ripidamente, lungo un costone e oltrepassata una faggeta, si attraversa il Ciòl de Pès che scende con belle cascate. Si rimonta poi un altro ripido costone con alti alberi, fino a giungere ad una fascia di pino mugo e un’ultima valletta erbosa che porta direttamente al bivacco il quale si vede all’ultimo minuto.

 

Dal Rifugio Pussa (Val Settimana - m. 940) per la Casera Col de Pòst
Segnavia 364 - 366/A - 366; ore 3.15.
Bella variante dell’itinerario precedente;
Difficoltà: E.

Nel retro del rifugio Pussa, una mulattiera prende quota e s'interna sul fianco dx della Val delle Camòscie. Dopo circa 30' s'incontra un bivio: si lascia a dx la mulatt. segn. 364 diretta alla forc. Laresèit e si prende a sin il sent. segn. 366/A che attraversa alcuni torrenti e ruscelli fino a raggiungere la valletta pianeggiante, pascolo della casera Col de Post, (fin qui ore 1,30).
Attraversata la valletta e giunti alla casera, si obliqua a sin. in discesa e in 10' si raggiunge il bivio descritto nell'itinerario precedente, qui si prosegue a dx lungo il sent. segn. 366, come nell'it. precedente.

 

Dal Ponte Riva del Ciartèr (Val Settimana -m. 867) per la forcella Contèrs e il Filòne Crocetta
Segnavia 370 - 388 - 387; ore 3.15.
Altro itinerario cha sale dalla Val Settimana con percorso più lungo ma più interessante e panoramico;
Difficoltà: E.

Il sentiero inizia subito dopo il penultimo ponte sul torrente Settimana che ci porta sulla sua dx idrografica (circa 1 Km prima dell’it. principale). Il percorso inizia sulla sinistra del ponte a quota 867 m. (tab.) e affiancandosi al torrente prende subito quota, poi si interna e percorre la sin. idrografica della profonda Val Ciorosolin fino a raggiungere un bivio a quota 1229 (tab. – ore 1.15’) . Qui si lascia il segnavia 370, diretto alle Casere Col D’Aniei e Bregolina Piccola, per salire a dx seguendo il sent. segn. 388 che dopo un po’ s'addentra in un bel bosco fino a pervenire alla Forc. Contèrs (1574 m), dove svolta a sin. e con numerosi tornanti risale la ripida dorsale del Filòne Crocètta. Raggiunta quota 1800 m il sentiero piega a dx e con un lungo traverso in falsopiano raggiunge la sorgente della Val del Clàp (abbeveratorio e fornace per la calce) e in altri 10’ si è alla Casera Pramaggiore.

 

TRAVERSATE

Al Rifugio Pordenone (Val Cimoliana -m. 1249) per Forc. Pramaggiore (2295 m) - Val dell’Inferno - Val Postegàe
Segnavia 366 - 362; ore 3.30.
Itinerario panoramico e di grande interesse ambientale;
Difficoltà: E.

Dalla casera, per sent. 366 verso i ruderi delle stalle, si segue il segnavia per ripidi verdi fino alla Forc. Pramaggiore a m. 2295. (qui vedi ascensioni) Si prosegue ora in discesa nel suggestivo Cadin dell’Inferno, su ghiaie passando presso la Forc. “La Sidon” dove arriva, dal Rif. Flaiban-Pacherini, il sent. attrezzato Barini. Su dossi erbosi si prosegue sulla dx della valle aggirando il crestone della Croda di Siòn fino alla conca della Val di Guerra dove sorgeva il Cason dell’Inferno a quota 1791. Un masso con strapiombo può dare ricovero e a pochi passi una sorgente. Qui passa il sent. segn. 362 che si segue ora a sin. in discesa per la Val dell’Inferno fino a raggiungere la Val Postegae e per carrozzabile chiusa al traffico, passando per il pian Meluzzo e la omonima casera in breve al Rif. Pordenone.

 

Al Rifugio Pordenone (Val Cimoliana -m. 1249) per Casera Col D’Aniei – Forc. Dof – Casera Bregolina Piccola – Casera Bregolina Grande – Casera Ronciada
Segnavia 388 – 370. Ore 7.00-8.00
Traversata in ambiente di grande interesse naturalistico;
Difficoltà E.

Dal retro della Casera un evidente sentiero sale e svolta a sin. seguendo a ritroso il percorso di accesso dal “Ponte Riva del Ciartèr” fino al bivio con sent. segn. 370. Qui si attraversa il torrente ed in breve, dopo un tornante in bosco, si è alla base del pascolo abbandonato della Casera Col D’Aniei (buon ricovero). Si attraversa la base del pascolo e, oltrepassato un canalone, si inizia a salire in bosco, nella parte alta si oltrepassa un canalone e per terreno franoso ri raggiunge l’ampio prato pianeggiante della Forc. Dof a quota 1843 dove. per buon sentiero, si scende a raggiungere, sulla sin. del fondo valle, la casera Bregolina Piccola. Dalla casera si scende nel pascolo sottostante, a quota 1700 si lascia a sin il segn. 385 (sent. dismesso) e si scende in bosco fino a raggiungere quota 1420, si attraversa tutta la testata della Val Pezzeda e si ricomincia a salire. Lasciato a sin. il sent. 371 (sent. chiuso) in 30’ si arriva alla Casera Bregolina Grande a quota 1858. Si sale ancora su bei prati verso la forcella Savalons e Forc. della Lama (splendida veduta sul Campanile di Val Montanaia) poi si scende verso il Rif. Pordenone o con breve variante alla bella Casera Ronciada e poi al rifugio.

 

Al Rifugio Flaiban Pacherini (Val di Suola -m. 1587) per Forc. Rua Alta (2144 m) e il Passo di Suòla
Segnavia 366 - 363; ore 2,00.
Itinerario di grande interesse ambientale, qualche passo esposto su terreno franoso nei pressi della Forc. Rua Alta richiede attenzione;
Difficoltà: E (brevi tratti per EE).

Dalla casera, per sent. 366 verso i ruderi delle stalle, si segue il segnavia per ripidi verdi verso la Forc. Pramaggiore fino a quota 2100. Ad un bivio (segnalato) si segue a dx il sent. n. 363 verso forc. Rua Alta che si raggiunge in passando orizzontalmente alla base della parete di roccia. Si prosegue con attenzione su tratti di terreno friabile fino al Passo di Suola che si oltrepassa lasciando a dx il sent. 368. Ora in discesa dalla testata della valle fino al Rif. Flàiban-Pacherini.

 

ASCENSIONI 

Alla Vetta del Monte Pramaggiore (m 2478) per Forc. Pramaggiore (Ore 1.30)
Vastissimo il panorama.
Difficoltà: EE (alcuni tratti su terreno friabile richiedono passo sicuro).

Dalla casera verso est si segue il già descritto itinerario verso la Forc. Pramaggiore dove si devia a sin. seguendo una traccia segnata con sbiaditi bolli rossi, si sale per ghiaie, poi si devia verso sin e poco dopo si punta in alto verso la cresta che si seguirà verso sin. fino alla vetta, poco prima della quale un facile salto roccioso.