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PALESTRA DI ARRAMPICATA

 

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PALESTRA DI ARRAMPICATA "MARIO BIANCO"

PRESENTAZIONE
(storia, realizzazione e immagini)

   

Per la nostra Sezione, gli anni ottanta furono testimoni di una notevole aggregazione di nuovi soci, molti dei quali tendenzialmente interessati all'attività alpinistica, la quale doveva per forza essere praticata in montagna.

Che si fosse trattato di effettuare un'ascensione o semplice allenamento in qualche falesia già attrezzata, sempre un bel po' di chilometri da fare.
Questo non favoriva chi voleva migliorare le sue capacità e tantomeno coloro che volevano iniziare la pratica dell'alpinismo e dell'arrampicata.


la prima idea

   


il logo disegnato da Antonella Sandron

Parlando del problema, un gruppo di Soci ipotizzò e propose di realizzare a San Vito una struttura artificiale per l'arrampicata.
In quegli anni a molti sembrò un'utopia, ma il gruppo ci credette davvero e, per arrivare allo scopo, decise di studiare ogni possibilità.

Iniziarono quindi a mettere insieme alcune proposte dalle quali prese il via uno studio di fattibilità che portò a contattare progettisti e imprese di costruzione, a chiedere i regolari permessi e cercare gli indispensabili contributi economici per giungere infine all'inizio dei lavori.

   

Febbrile fu l'attività per la sua realizzazione tanto che in poco più di un anno fu terminata e l'11 novembre 1990 si svolse la cerimonia inaugurale alla presenza di autorità, numerosi soci e famosi alpinisti che con le loro esibizioni affascinarono i convenuti, incentivando fin da subito la frequentazione.

                          

prospettive delle pareti in roccia e in cemento armato

     
   

Ma il tempo passa e le tendenze cambiano in fretta. All'arrampicata alpinistica si aggiunse quella sportiva, alla quale si dimostrarono interessati molti giovani.
Si decise quindi di modificare una parte della costruzione aggiungendo una struttura adeguata alle nuove esigenze e immediati furono i riscontri positivi in termini di frequentazione.

   

  

prospettive delle pareti strapiombanti

prospettive delle pareti strapiombanti

   

Queste immagini mostrano la palestra con le pareti a strapiombo applicate alla parete est. Ma non appena conclusa l'opera qualcuno già ravvisava la necessità di una sala boulder, così da disporre di un vero e proprio parco dell'arrampicata.

Sull'esigenza proposta da quest'ultima idea si ragionò per un bel po' di tempo, ma gli arrampicatori continuarono a mostrarsi sempre più stimolati da strutture moderne che consentano a questa attività, pur nata per l'alpinismo, di avere motivazioni sportive.

Ci si trovò quindi d'accordo per la sua realizzazione purchè, oltre alla sala boulder, fosse costruita anche una zona per attività propedeutiche all'escursionismo e all'arrampicata alpinistica.   Vale a dire un'area dove poter simulare una via ferrata per i corsi di  escursionismo ed un camino con ballatoio per prove dinamiche di caduta e manovre di soccorso per i corsi di alpinismo.

   

Si adeguò e perfezionò il progetto, si cercarono i finanziamenti, si espletarono le formalità burocratiche e nel mese di aprile 2010 ebbe avvio la costruzione che fu terminata nel mese di novembre e finalmente inaugurata l'11 dicembre.

 

                   

          

 

Con questi lavori la palestra ha raddoppiato le sue dimensioni ed ora include:

a) una vasta area già attrezzata e molto frequentata, suddivisa in tre settori:

  • la prima, e ormai storica, parte della costruzione, unica nel suo genere, costituita da una parete in roccia naturale che riproduce fedelmente l'ambiente montano, con "vie" che vanno dal 2° al 6° grado;

  • altre pareti verticali con numerose vie di svariate difficoltà, arricchite da giochi strutturali che rendono l'arrampicata varia ed entusiasmante;

  • per finire v'è una superficie di circa 125 m2 di struttura strapiombante, applicata ad una parete verticale, con sporgenze fino a 5 metri e con vie di elevate difficoltà, adatte agli arrampicatori più forti.

b) la sala "boulder":

  • un ampio locale progettato e allestito per l'arrampicata denominata "bouldering", che si trova all'interno della struttura, in ambiente chiuso dove si può arrampicare anche nei mesi invernali;

c) altre nuove pareti non ancora attrezzate che comprendono:

  • due zone con possibilità di arrampicata su placca fino ai 14 metri di altezza;

  • due pareti in appoggiato dove verranno realizzate vie di placca e vie ferrate per esercitazioni;

  • un "camino" per esercitazioni di speleologia, soccorso e prove di caduta con l'ausilio di un paranco automatizzato;

  • un ampio e attrezzato ballatoio per esercitazioni e manovre di sicurezza;

  • in ultimo, la possibilità di attrezzare una seconda sala al primo piano della struttura, con "pan-gulic" e travi per riscaldamento e potenziamento degli atleti.

L'integrazione del nuovo con ciò che già esisteva rende la struttura un irrinunciabile punto di riferimento per tutti gli appassionati di arrampicata, sia alpinistica che sportiva.

Attualmente la palestra è affidata ad un gruppo di Soci che si occupa di ogni aspetto gestionale, dai controlli sulla struttura alle modalità di accesso, prestandosi anche nell'aiutare i principianti a provare l'emozione della prima arrampicata.

In particolare la parete in roccia risulta ideale per chi inizia e per corsi di arrampicata. Infatti viene fatta conoscere e usare a scolaresche e centri giovanili e non ultimi i ragazzi dell'Istituto "La Nostra Famiglia".

 

N.B.: la sintesi con la quale sono qui descritte le vicende, a partire dalla nascita dell'idea per proseguire con la costruzione di questa struttura, rende appena percepibili quanti e quali siano stati i sogni, le forti emozioni, la grande passione e l' abnegazione profusa da chi si è adoperato per realizzarla.

In particolare qui si vuole ricordare il Socio Mario Bianco, al quale si è voluto dedicare la Palestra, che venne prematuramente a mancare pochi anni dopo la costruzione della prima struttura,

L'amico Mario, fu il Socio che più di tutti credette nella possibilità di poterla realizzare e durante la costruzione si impegnò costantemente e più di ogni altro nel seguirne i lavori.

Da buon alpinista qual'era, ma soprattutto da grande trasmettitore della passione per la montagna, particolarmente verso coloro che vi si avvicinanavano per la prime volte, ha voluto che la posa dei massi nella parete di roccia naturale consentisse di ottenere vie di risalita con difficoltà omogene, adatte alla didattica e a chi inizia.

A lui il nostro il nostro perenne ricordo.

 

   
 

A TUTTI UN INVITO AD
"
arrampicare a s.vito"