BIVACCO CASERA PRAMAGGIORE

BIVACCO CASERA PRAMAGGIORE

Il Ricovero CASERA PRAMAGGIORE sorge nel versante sud del Monte Pramaggiore in posizione soleggiata e molto panoramica. É sempre aperta, composta da due vani, dotata di 10 posti letto con materasso e coperte, dispone di una stufa e normalmente vi si trova un minimo di scorte di legna e acqua (sorgente nelle vicinanze).

Essa è a monte di un ambiente ricco di foresta e di verde, nel cuore del PARCO NATURALE DELLE DOLOMITI FRIULANE, il cui territorio si trova nel settore occidentale del comprensorio montuoso friulano, racchiuso tra i corsi dei Fiumi Tagliamento e Piave.
Elevato è il grado di “wilderness” delle sue estese vallate che, quasi prive di viabilità e di centri abitati, si addentrano tra vette e torrioni dolomitici.
Ed anche per questo che, con dichiarazione del 29 giugno 2009, l’UNESCO le ha inserite tra i comprensori considerati PATRIMONIO DELL’UMANITA’.
Di notevole importanza è la “biodiversità” (presenze floristiche e faunistiche estremamente varie), favorita dai notevoli dislivelli tra fondovalle e praterie alpine più elevate e dalla particolare posizione geografica e dal clima.

la storia:

Verso la metà degli anni ’60 presso la malga Pramaggiore si smise la monticazione e per la ormai vecchia Casera Pramaggiore ebbe inizio l’inesorabile degrado strutturale, provocato dall’abbandono e dalla mancanza di manutenzione, infine le abbondanti nevicate degli anni ’79 e ’80 causarono il crollo di una parte, riducendola ad un cumulo di ruderi.

La sezione del CAI di San Vito al Tagliamento, che cercava un luogo dove realizzare un bivacco alpino, chiese ed ottenne di poterla ricostruire per adibirla a tal fine. I lavori iniziarono nelle primavera del 1982 e terminarono con la cerimonia inaugurale che si svolse il 25 settembre 1983.

Il bivacco “Casera Pramaggiore” sorge a quota m. 1812 nel versante sud del Monte Pramaggiore, in bella posizione panoramica e soleggiata a margine de “I Pianons”, gli estesissimi prati ex pascolo della casera.

E’ una costruzione in muratura e legno, composta da due vani posti su due piani, dotata di stufa, zona prenzo e dieci posti letto a castello. Acqua e legna sono reperibili nelle vicinanze.

Il sentiero d’accesso più diretto sale dalla rotabile della Val Settimana (Claut), è contrassegnato da segnavia CAI n° 366 ed ha inizio presso il parcheggio del Ciol de Pes a quota 907 mt. Non presenta difficoltà di rilievo e si può giungere al bivacco in circa 2 ore e 30′, con un dislivello di poco superiore a 900 mt. (vedi la pag. Vie d’accesso e traversate).

Salendo le ripide pendici meridionali del Monte Pramaggiore, al finire del  bosco, si sbuca in una estesissima prateria alpina dove oggi troviamo l’accogliente bivacco “Casera Pramaggiore”, realizzato nel 1983. Ma i pastori di quelle vallate, sempre alla ricerca di nuovi pascoli dove poter allevare capre, pecore e mucche, quasi due secoli prima avevano costruito dei ripari in quel luogo. Il più vecchio documento archiviato presso il Comune di Claut, riguardante l’affittanza della Casera Pramaggiore, risale al 20 maggio 1844. Si presume però che gli enormi pascoli circostanti fossero già in precedenza utilizzati dagli abitanti della zona.

Nella storia della casera si sono avvicendate diverse figure, ma la più significativa rimane certamente Angelo Parutto detto “Il Magnol” che condusse la malga dal 1905 al 1957. Ne è testimonianza la lapide a ricordo posta all’inizio del sentiero di fondovalle. Tramandata di padre in figlio, la casera ha avuto momenti e date da non dimenticare. Nella vecchia documentazione reperita nei vari archivi si legge che nel 1949 venne realizzata la mulattiera d’accesso per la “Costa Danada”, fu ricostruita la casera e così pure le stalle; inoltre, presso la sorgente che si trova a 15′ di cammino verso ovest, lungo il sentiero n. 388, venne costruito l’abbeveratoio e la fornace per la calce ancora oggi riconoscibile.

L’attività fu fervente per moltissimi anni, ma iniziò però un lento declino, finché la terribile alluvione del 1966 causò la rovina della strada di fondovalle e dei sentieri per la casera, specialmente nei numerosi “ciol”, i torrentelli che scendono nel fondo dei ripidi valloncelli, dando così il colpo di grazia all’utilizzo di quei pascoli. Negli anni seguenti e, particolarmente con le abbondanti nevicate del 1979-80, i locali adibiti alla lavorazione del latte, crollarono sotto il peso della neve accumulando all’interno le macerie e spargendo tavole e lamiere del tetto nel prato sottostante.

LA RICOSTRUZIONE:

Il CAI a San Vito si costituì nel 1969 come sottosezione di Pordenone, ma già nel 1975 ebbe i numeri e la forza per diventare sezione autonoma.
Da allora il numero dei soci fu in continua cresita ed in pochi crebbe il desiderio di evidenziare maggiormente la propria presenza nel sanvitese, nel CAI ed anche in montagna.
Venne allora deciso di realizzare nelle nostre montagne un importante punto di riferimento, quale poteva essere un bivacco alpino intitolato alla sezione, che divenisse punto di riferimento per escursionisti ed alpinisti.
Nel 1981 iniziava quindi la ricerca di un sito adatto allo scopo. Dopo varie escursioni esplorative ed anche traendo spunto da quanto suggerito dall’amico Sergio Fradeloni tramite le pagine della rivista “Le Alpi Venete”, si andò a visitare il luogo dove sorgeva la diruta Casera Pramaggiore. Piacque subito e si decise di concretizzare ciò che si aveva in cuore di fare.

Si presero quindi i primi contatti con l’amministrazione comunale di Claut per il rilascio delle necessarie autorizzazioni ad eseguire i lavori ed ottenere in uso le strutture della vecchia casera.
Tramite la Sede Centrale del CAI si ottennero i permessi per l’elitrasporto dei materiali da parte del 5° Reparto Ale-RIGEL di Casarsa della Delizia e, finalmente con tutti i nulla-osta in mano, il 20 giugno 1982 un numeroso gruppo di Soci, armati di badili e picconi, saliva alla casera e dava inizio ai lavori di rimozione delle macerie.
Il 7 agosto 1982, cinque Soci salivano alla casera per dare il via al primo di una serie di turni di lavoro programmati per il periodo estivo, in primis adattando una parte delle vecchie stalle ad uso bivacco provvisorio.
Nel corso dell’estate si riuscì a realizzare le strutture in calcestruzzo e grazie agli elicotteri dell’Ale Rigel venne pure trasportato in loco tutto il materiale che sarebbe successivamente servito per la copertura.

I lavori, sospesi per l’arrivo dell’inverno, vennero ripresi il 15 maggio ’83 quando un numeroso gruppo di soci iniziò i lavori per la copertura che continuarono fino al completamento, avvenuto in un paio di mesi.

Venne infine chiesta ed ottenuta l’importante affiliazione alla Fondazione Antonio Berti che, sorta nel 1959, ha tra le sue finalità istituzionali la costruzione di bivacchi alpini e dà il proprio sostegno per la loro realizzazione. Inoltre compie una serie di azioni per proseguire nell’impegno del grande studioso delle dolomiti, a favore della conoscenza e della frequentazione delle nostre montagne.

Infine il 25 settembre 1983, alla presenza di numerose autorità, tra le quali Camillo Berti, Sergio Fradeloni, i dirigenti della Ns Sezione, Silvana Ciani, Marcello Bottos, Silvano Zuliani e tutti i numerosi soci che hanno partecipato ai lavori e di oltre 400 persone fra soci, alpinisti, escursionisti, e simpatizzanti, veniva inaugurato e reso disponibile il BIVACCO FISSO “CASERA PRAMAGGIORE”.

Si conclude con questa cerimonia una storia iniziata con l’articolo scritto da Sergio Fradeloni e pubblicato sulla rivista “Le Alpi Venete”, con il quale si chiedeva che la Casera Pramaggiore non fosse dimenticata.

VIE DI ACCESSO

Segnavia 366; ore 2.30.
È il percorso più diretto e breve per raggiungere il bivacco;
Difficoltà: E

Da Claut (PN) si percorre per circa 11,5 Km la rotabile della Val Settimana fino al ponte sul Ciòl de Pès (bella cascata a sinistra). Lasciata l’auto presso il parcheggio, l’itinerario inizia risalendo, con numerosi tornanti la “Costa Danada” fino ad un bivio (tab.), dove la mulattiera prende il n. 366/A e prosegue a destra dirigendosi alla vicina Casera Col de Pòst (1249 m).
Si lascia a destra la mulattiera per proseguire diritti e con breve discesa si va ad attraversare il torrente 40 mt più in basso, sul fondo della Val delle Merie. Si riprende a salire sempre più ripidamente, lungo un costone e oltrepassata una faggeta, si attraversa il Ciòl de Pès che scende con belle cascate. Si rimonta poi un altro ripido costone con alti alberi, fino a giungere ad una fascia di pino mugo e un’ultima valletta erbosa che porta direttamente al bivacco il quale si vede all’ultimo minuto.

Segnavia 364 – 366/A – 366; ore 3.15
Bella variante dell’itinerario precedente;
Difficoltà: E

Nel retro del rifugio Pussa, una mulattiera prende quota e s’interna sul fianco destra della Val delle Camòscie. Dopo circa 30′ s’incontra un bivio: si lascia a destra la mulattiera segnavia 364 diretta alla forcella Laresèit e si prende a sinistra il sentiero segnavia 366/A che attraversa alcuni torrenti e ruscelli fino a raggiungere la valletta pianeggiante, pascolo della casera Col de Post (fin qui ore 1,30).

Attraversata la valletta e giunti alla casera, si obliqua a sinistra in discesa, e in 10′ si raggiunge il bivio descritto nell’itinerario precedente, qui si prosegue a destra lungo il sentiero segnavia 366, come nell’itinerario precedente.

Segnavia 370 – 388 – 387; ore 3.15
Altro itinerario cha sale dalla Val Settimana con percorso più lungo ma più interessante e panoramico;
Difficoltà: E

Il sentiero inizia subito dopo il penultimo ponte sul torrente Settimana che ci porta sulla sua destra idrografica (circa 1 Km prima dell’itinerario principale). Il percorso inizia sulla sinistra del ponte a quota 867 m. (tab.) e affiancandosi al torrente prende subito quota, poi si interna e percorre la sinistra idrografica della profonda Val Ciorosolin fino a raggiungere un bivio a quota 1229 (tab. – ore 1.15’) . Qui si lascia il segnavia 370, diretto alle Casere Col D’Aniei e Bregolina Piccola, per salire a destra seguendo il sentiero segnavia 388 che dopo un po’ s’addentra in un bel bosco fino a pervenire alla Forcella Contèrs (1574 m), dove svolta a sinistra e con numerosi tornanti risale la ripida dorsale del Filòne Crocètta. Raggiunta quota 1800 m il sentiero piega a destra e con un lungo traverso in falsopiano raggiunge la sorgente della Val del Clàp (abbeveratorio e fornace per la calce) e in altri 10’ si è alla Casera Pramaggiore.

traversate

Segnavia 366 – 362; ore 3.30
Itinerario panoramico e di grande interesse ambientale;
Difficoltà: E

Dalla casera, per sentiero 366 verso i ruderi delle stalle, si segue il segnavia per ripidi verdi fino alla Forcella Pramaggiore a m. 2295. (qui vedi ascensioni) Si prosegue ora in discesa nel suggestivo Cadin dell’Inferno, su ghiaie passando presso la Forcella “La Sidon” dove arriva, dal Rif. Flaiban-Pacherini, il sentiero attrezzato Barini. Su dossi erbosi si prosegue sulla destra della valle aggirando il crestone della Croda di Siòn fino alla conca della Val di Guerra dove sorgeva il Cason dell’Inferno a quota 1791. Un masso con strapiombo può dare ricovero e a pochi passi una sorgente. Qui passa il sentiero segnavia 362 che si segue ora a sin. in discesa per la Val dell’Inferno fino a raggiungere la Val Postegae e per carrozzabile chiusa al traffico, passando per il pian Meluzzo e la omonima casera in breve al Rif. Pordenone.

Segnavia 388 – 370. Ore 7.00-8.00
Traversata in ambiente di grande interesse naturalistico;
Difficoltà E

Dal retro della Casera un evidente sentiero sale e svolta a sinistra seguendo a ritroso il percorso di accesso dal “Ponte Riva del Ciartèr” fino al bivio con sentiero segnavia 370. Qui si attraversa il torrente ed in breve, dopo un tornante in bosco, si è alla base del pascolo abbandonato della Casera Col D’Aniei (buon ricovero). Si attraversa la base del pascolo e, oltrepassato un canalone, si inizia a salire in bosco, nella parte alta si oltrepassa un canalone e per terreno franoso si raggiunge l’ampio prato pianeggiante della Forcella Dof a quota 1843 dove, per buon sentiero, si scende a raggiungere, sulla sinistra del fondo valle, la casera Bregolina Piccola. Dalla casera si scende nel pascolo sottostante, a quota 1700 si lascia a sinistra il segnavia 385 (sentiero dismesso) e si scende in bosco fino a raggiungere quota 1420, si attraversa tutta la testata della Val Pezzeda e si ricomincia a salire. Lasciato a sinistra il sentiero 371 (sentiero chiuso) in 30’ si arriva alla Casera Bregolina Grande a quota 1858. Si sale ancora su bei prati verso la forcella Savalons e Forcella della Lama (splendida veduta sul Campanile di Val Montanaia) poi si scende verso il Rifugio Pordenone o con breve variante alla bella Casera Ronciada e poi al rifugio.

Segnavia 366 – 363; ore 2,00
Itinerario di grande interesse ambientale, qualche passo esposto su terreno franoso nei pressi della Forc. Rua Alta richiede attenzione;
Difficoltà: E (brevi tratti per EE)

Dalla casera, per sentiero 366 verso i ruderi delle stalle, si segue il segnavia per ripidi verdi verso la Forcella Pramaggiore fino a quota 2100. Ad un bivio (segnalato) si segue a destra il sentiero n. 363 verso Forcella Rua Alta che si raggiunge in passando orizzontalmente alla base della parete di roccia. Si prosegue con attenzione su tratti di terreno friabile fino al Passo di Suola che si oltrepassa lasciando a dx il sent. 368. Ora in discesa dalla testata della valle fino al Rif. Flàiban-Pacherini.

ascensioni

Per Forc. Pramaggiore (Ore 1.30)
Vastissimo il panorama.
Difficoltà: EE (alcuni tratti su terreno friabile richiedono passo sicuro)

Dalla casera verso est si segue il già descritto itinerario verso la Forcella Pramaggiore dove si devia a sinistra seguendo una traccia segnata con sbiaditi bolli rossi, si sale per ghiaie, poi si devia ancora verso sinistra e poco dopo si punta in alto verso la cresta che si seguirà verso sinistra fino alla vetta, poco prima della quale ci si imbatte in un facile salto roccioso.

CONTATTI:

Ispettori: Jacopo Verardo (tel. 346 4220410) – Dora Lisa Rosalen (tel. 333 9083860)

Sezione CAI di San Vito al Tagliamento: Via dello Sport, 1 – 33078 San Vito al Tagliamento

Telefono: 0434 876521

Orari apertura sede: martedì e venerdì dalla ore 20.00 alle 21.00