SCHIARA m. 2565 e VIA FERRATE BERTI – ZACCHI – MARMOL

«Schiara». Un nome che per i Bellunesi significa molto. Il gruppo della Schiara è la «montagna di casa», la meta privilegiata delle escursioni e delle imprese di molti alpinisti locali. Ben visibili dalla Val Belluna, queste montagne, all’apparenza così palpabili e vicine, sono invece aspre e selvagge; infatti, solamente da pochissimi decenni, sono abitualmente percorse da alpinisti ed escursionisti. Anche se una delle peculiarità principali del gruppo è la varietà di paesaggio, che offre a tutti gli appassionati la possibilità di divertirsi, vi predominano i tipici ambienti di media montagna, con pendii molto scoscesi coperti spesso di erba (lóppa in dialetto locale), bassi cespugli e caratterizzati dalla massiccia presenza del pino mugo. In questi luoghi, di faticoso e difficile accesso, si ritrova però quella natura non contaminata dalla «valorizzazione umana» e capace di suscitare in noi sensazioni indimenticabili. Non è raro, infatti, l’incontro ravvicinato con il camoscio, sovrano incontrastato di queste zone, mentre si percorrono i difficili sentieri ed i caratteristici «viàz» (passaggi impervi), che mettono in crisi anche gli alpinisti più esperti per le loro difficoltà tecniche e di orientamento. Il gruppo è comunque attraversato anche da buoni sentieri e da comode mulattiere che, partendo da fondo valle e attraversando le zone perimetrali più disagiate, si addentrano lungo le valli principali fino a raggiungere il cuore del massiccio, dove la vegetazione lascia gradualmente il posto alla roccia nuda. Qui, sopra i 1500 metri circa, l’ambiente cambia totalmente: le pareti calcaree diventano imponenti, la loro verticalità si fa più pronunciata, si scoprono guglie molto affilate e torrioni slanciati; in poche parole, si ritrova il tipico ambiente dolomitico.

 

ITINERARIO GIORNO 1:

Partenza dalla sede Cai alle ore 13,30 del 09 luglio 2022, per raggiungere Belluno, dirigendosi poi a Bolzano Bellunese e su fino alle Case Bortot 694 m, dove parcheggeremo l’auto. La nostra escursione inizia qui, infatti, imboccata la mulattiera e di lì a poco il sentiero Cai n.501, che si inoltra nella gola dell’Ardo, alta sul fondovalle. Ad un bivio lasceremo sulla sinistra il sentiero per forcella Monpiana, scenderemo un po’ per poi salire di nuovo nel bosco. A questo punto il sentiero scende in fondovalle e supera il torrente su un ponticello. Si riprende a salire per un sentiero scavato a tratti nella roccia, per poi ridiscendere di nuovo fino al torrente. Lo si attraversa un’altra volta e si riprende la salita in una faggeta. Il sentiero si fa erto e al termine della faggeta si trova il Rifugio VII° Alpini 1502 mt (ca. 3 ore). Il rifugio, ubicato in località Pis Pilon ai piedi della parete Sud dello Schiara, è di proprietà del CAI Belluno.

ITINERARIO GIORNO 2:

Dal rifugio si prosegue sulla sinistra attraversando il torrente (conviene fare riserva di acqua!) e si sale seguendo le indicazioni per la Via ferrata Zacchi, sentiero Cai n.514 e poi n.503 in direzione del caratteristico Portòn situato alla base della parete della Schiara. Arrivati sotto la base delle rocce si lascia il Portòn a sinistra e si risale una paretina (ferrata) e poi per un caminetto e paretine attrezzate si perviene al bivio con la via ferrata Marmol. (1,00 ore). Da qui inizia la via ferrata Zacchi. La via ferrata prosegue quasi sulla verticale della cima alternando tratti attrezzati e tracce di sentiero, alcune delle quali molto esposte. Giunti sotto gli ultimi salti di roccia prima della cima, il sentiero taglia in orizzontale sulla sinistra e con una serie di arditi saliscendi si perviene al Bivacco U. della Bernardina 2320 m (2,45 ore). Dal bivacco si può ammirare la splendida guglia, unica nel suo genere, “Gusela del Vescovà”. (Acqua: c’é una goccia persistente appena prima del bivacco o subito dopo lungo il sentiero). Si prosegue il sentiero che dopo alcune svolte sale lungo la parte sinistra del massiccio. Per tracce e paretine attrezzate lungo la via ferrata Berti, pervenendo alla cresta terminale che si percorre tutta. La cresta, in alcuni tratti molto affilata, non è attrezzata, pertanto prudenza. A destra e a sinistra, in fondo alla valle si possono scorgere il Rifugio VII° Alpini da una parte, ed il Rifugio Bianchet dall’altra. Con morbidi saliscendi si perviene alla vetta della Schiara (2565 m) (ca. 3 ore). Dalla vetta si prosegue lungo il filo di cresta che, dapprima ampio ed erboso, si fa via via più affilato e vertiginoso e si arriva all’anticima est per poi scendere su una più ampia cresta ed uno spallone di roccie rotte. Si perviene così nei pressi del Bivacco Marmol (2280 m). Lasciato il bivacco sulla sinistra, si scende lungo una esposta cengia ed uno strapiombo (Via ferrata Marmol) che porta ad un pendio erboso. Da qui prosegue il sentiero attrezzato che attraverso paretine ed una stretta cengia porta al bivio con la ferrata Zacchi. Si prosegue in direzione del Rifugio VII° Alpini (2,30 ore) per poi scendere per il sentiero del giorno precedente fino a Case Bortot. (2,15 ore).

NOTE:

La quota di partecipazione è di € 75,00 e comprende il trattamento di mezza pensione in rifugio e le spese assicurative. La caparra da versare al momento dell’iscrizione è di 20 €. Saranno 15 i posti disponibili.

L’iscrizione è obbligatoria in sede entro e non oltre il 17 giugno 2022.

Per partecipare alle gite è necessario iscriversi presso i Capigita o la segreteria della sezione il martedì o venerdì dalle ore 20.00 alle ore 22.00.

I Capigita si riservano la facoltà di apportare modifiche a quanto programmato qualora le condizioni meteo o di sicurezza lo richiedessero

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Data

Lug 09 - 10 2022

Etichette

EEA - Escursionisti esperti con attrezzatura

Luogo

Dolomiti Bellunesi
Categoria